Descrizione della vita delle api

L'alveare è un insieme di insetti, le api, tenute assieme da una struttura gerarchica differenziata sulla base dei compiti e delle esigenze di tutta la famiglia che lo compone. Gli individui che fanno parte di una colonia o famiglia di api sono di tre tipi:   

- I maschi che si chiamano FUCHI

- Le femmine che si chiamano OPERAIE

- La REGINA

I FUCHI servono all'interno dell'alveare per la fecondazione delle regine. Di solito quelle degli altri alveari, evitando per istinto di accoppiarsi con una loro consanguinea. Inoltre hanno dei compiti anche all'interno dell'alveare come ad esempio la cura della covata, anche se in modo del tutto secondario rispetto alle operaie.

Le OPERAIE sono tutte di sesso femminile e sono sterili, cioè non in grado di essere fecondate e di deporre uova a parte che in particolari condizioni come in caso di orfanità prolungata della famiglia, periodo durante il quale, in un estremo tentativo di sopravvivenza, il loro istinto le porta a deporre uova infeconde che, mediante il meccanismo della partenogenesi, danno come risultato la nascita di soli fuchi portando così la famiglia all'estinzione per mancanza di operaie e regina.

La REGINA è l'elemento più importante della famiglia in quanto serve a far nascere tutti gli individui che compongono l'alveare, comprese le regine che prenderanno il suo posto in un continuo avvicendarsi tra insetti vecchi e nuovi dentro l'arnia che è la casa delle api.

Per dare una spiegazione il più concisa possibile di come funziona un alveare io credo che si debba pensare più o meno a quello che succede ad una cellula. Quando è il momento una cellula forma due nuclei e poi si spacca attraverso la mitosi che è il suo meccanismo di riproduzione. Allo stesso modo, quando una famiglia d'api diventa troppo grande, forma un'altra regina e si spacca attraverso il fenomeno della sciamatura e se ne formano due, ognuna con la sua regina.

Quello che avviene in ordine cronologico dall'inizio dell'anno si può ricapitolare a grandi linee in questo modo:

Dopo un inverno durante il quale la famiglia si è nutrita delle scorte di miele accumulate nell'estate precedente, la regina ricomincia la deposizione delle uova all'interno delle cellette di cera nel nido, che è la parte dell'arnia cubica che sta sotto. Continua la deposizione fino all'autunno e può arrivare a deporne anche duemila in un solo giorno. Dopo 23 gg. nasceranno le api che sostituiranno quelle che hanno passato l'inverno nell'alveare. Le api nuove si dedicheranno, in tempi diversi, alla cura della covata prima, poi alla difesa dell'alveare dagli intrusi, poi alla raccolta del polline che serve ad alimentare la covata ed infine alla raccolta del nettare che trasformeranno in miele con le loro ghiandole melifere e depositeranno nelle cellette del nido o del melario, la cassa rettangolare posta sopra il nido per la raccolta del miele. Durante tutto il periodo primaverile ed estivo le api operaie si dedicheranno alla raccolta del miele per alimentare se stesse ed i fuchi, e alla raccolta del polline, a partire da fine gennaio per dar da mangiare alla covata. Quando verso la fine di aprile l'alveare avrà raggiunto il massimo degli individui presenti, anche 100 000, le operaie alleveranno una nuova regina, alimentando un uovo esclusivamente con pappa reale per 21 gg. La nuova regina rimarrà nell'alveare d'origine costringendo quella vecchia a sciamare portandosi via tutte le bottinatrici, quelle api cioè che erano addette alla raccolta del miele più un certo numero di fuchi. Lo sciame quando esce dall'arnia d'origine rimane per un po', circa un giorno, nei paraggi, mentre le api esploratrici cercano una nuova residenza che, una volta individuata, verrà presa di mira per diventare la loro nuova casa. C'è da dire una cosa che di solito i profani non sanno e cioè che le api quando sciamano non pungono perciò non sono pericolose perchè, prima di lasciare il loro vecchio alveare si rimpinzano di miele dato che devono stare anche per tre gg. senza mangiare e devono oltretutto avere le energie per costruire dei nuovi favi nel loro nuovo nido naturale. Il miele del quale si sono riempite fa anche da calmante per cui non attaccano uomini o animali.

La famiglia rimasta all'interno dell'arnia d'origine avrà una regina nuova che, dopo la fecondazione avvenuta con il cosiddetto volo nuziale, inizierà a sua volta la deposizione delle uova dalle quali nasceranno altri fuchi ed operaie.

La raccolta del miele avviene sulle varie fioriture che si susseguono in una determinata zona. Si inizia ad esempio col tarassaco in aprile, poi la robinia o acacia in maggio, poi il castagno ed il tiglio in giugno, per finire con l'erba medica in luglio e la melata in agosto. Quando il miele prodotto deriva tutto o in buona parte da un solo tipo di fioritura si parla di miele monoflora. Quando viceversa il miele proviene dal nettare di fiori diversi, si parla di miele millefiori o poliflora. Un discorso a parte invece merita il miele di melata che è l'unico che le api non producono raccogliendo nettare. Infatti questo miele non potrebbero produrlo senza l'aiuto di altri insetti come le cocciniglie, gli afidi ma soprattutto un piccolo emittero, simile ad una farfallina che si chiama Metcalfa Pruinosa che da circa un ventennio sta colonizzando il nostro paese dove vive nei boschi più umidi e succhia la linfa delle foglie producendo una secrezione zuccherina della quale le api vanno ghiotte. Infatti questa melata viene raccolta e da loro trasformata nel miele più scuro che esiste, un miele, proprio perchè proveniente dalla linfa delle piante, ricco di sostanze aromatiche, di resine e gommine che fanno di questo miele quello con la carica antibatterica più elevata e con anche il più alto contenuto di ferro e sali minerali perciò uno dei più nutrienti e curativi per gli effetti espettoranti che ha sulle mucose delle prime vie respiratorie. Inoltre è molto profumato e saporito.

Una volta trascorsa l'estate, le famiglie in buone condizioni si apprestano ad affrontare l'inverno con le loro scorte di miele. Verso la fine di ottobre le regine smettono di deporre uova e la famiglia cerca di trascorrere l'inverno il più rannicchiata possibile formando un glomere di api al centro del quale sta la regina protetta dal freddo. Durante questo periodo le api vanno controllate una volta al mese per vedere se hanno sempre a disposizione scorte di miele. Se dovessero mangiarsi tutto il miele bisogna dargliene dell'altro per evitare che la famiglia muoia di fame.

Tutto questo è, per sommi capi, il ciclo di un alveare durante l'anno. Per saperne di più si può andare a vedere la pagina dei link dove segnalo anche alcuni libri di argomento apistico interessanti.